Banda larga: quale scegliere?

Oggi ogni azienda ha necessariamente bisogno di un collegamento ad internet: i motivi possono essere i più disparati, non starò qui ad elencarli. Il problema su cui voglio ragionare scaturisce dalla seguente domanda: di quale connessione ho bisogno?

E’ una domanda che imprenditori e responsabili IT si sono posti almeno una volta. L’offerta sul mercato è molto vasta: ciascun provider può fornire differenti soluzioni con una forchetta di prezzo molto ampia. Ovviamente, e qui sta il vero problema, anche le prestazioni sono molto diverse tra le varie tipologie di collegamento.

Non voglio soffermarmi su quale gestore sia meglio, anche perché non esiste una risposta univoca. Dipende qual’è la vostra necessità.

Ecco quindi una brevissima guida che ha l’obiettivo di spiegarvi le varie differenze tra i collegamenti offerti dai provider, con la speranza che possa tornarvi utile sia quando sceglierete la vostra nuova connessione, ma anche per analizzare e capire la vostra attuale situazione.

I collegamenti in fibra ottica non sono tutti uguali. C’è un acronimo che può guidarci nel capirne le principali differenze: FTTx, ovvero Fiber To The X dove per X si intende il luogo “fino dove arriva la fibra ottica”.

Facciamo un esempio per capirci meglio:

  • FTTC: Fiber To The Cabinet. La fibra ottica arriva fino all’armadio stradale. Il collegamento poi prosegue fino alla sede del cliente su un cavo in rame
  • FTTB: Fiber To The Building. La fibra ottica arriva fino al palazzo, dopodiché si prosegue con il rame fino alla sede del cliente
  • FTTH: Fiber To The Home. La fibra ottica arriva fino alla sede del cliente.

La soluzione FTTH è considerata per ovvi motivi la “vera” fibra ottica, in quanto non ci sono tratte in rame che, per forza di cose, aggiungono un degrado sul collegamento e quindi permettono performance più ridotte.

Fibra ottica condivisa o dedicata. GPON vs P2P

L’altro elemento da considerare, quando valutiamo una connettività in fibra ottica, è l’architettura di rete che l’operatore usa per fornire il servizio.

Semplificando possiamo dire che oggi troviamo 2 architetture differenti:

  • G-PON (passive optical network): permette all’operatore di condividere il mezzo trasmissivo su più utenti. Di norma, una soluzione GPON, ha un fattore di 1:64 o 1:128, ovvero la “capacità” della rete viene suddivisa su 64 o 128 utenti. Questa architettura ha grossi vantaggi per il provider, in quanto è molto più economica e permette di essere implementata nel tempo.
  • P2P (point to point): il cliente viene collegato direttamente alla rete del provider. Questa soluzione è più costosa, in quanto spesso è necessario posare la fibra per il cliente che ne ha fatto richiesta, ma ha prestazioni che non sono paragonabili a quelle di un collegamento su architettura GPON

Quale scegliere? Sintetizzando, questi sono i parametri sui quali ragionare:

  • Quanti client e server devono collegarsi in rete?
  • Quante e quali applicazioni risiedono online?
  • Ho in previsione collegamenti privati (MPLS) con altre sedi/clienti/fornitori?
  • Ho in previsione/ho già servizi di backup/disaster recovery in cloud?
  • Quante ore/giorni all’anno posso permettermi senza collegamento internet?
  • Che livello di assistenza desidero sul collegamento ad internet?
  • Qual’è il budget a disposizione?

Già le risposte a queste domande possono fornire alcune utili indicazioni per una scelta oculata. A livello di budget, posso dire che il perimetro “medio” di una connettiva in fibra GPON oscilla tra i 1000€/4000€ all’anno, una dedicata parte indicativamente dai 5/6000€ l’anno (e può arrivare anche a cifre nell’ordine di 30/40k€/anno in zone molto lontane dalla centrale).

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