Fallire in 10 mesi. Conviene.

Oggi vi racconto la storia di una azienda, una startup, che è fallita. Nulla di nuovo se pensiamo che più del 90% delle startup falliscono, ma questa mi ha incuriosito perché è rimasta operativa pochi mesi: un dato interessante, che deve essere preso come esempio. Vediamo perché.

Tutto inizia in India, un certo Deepak Murthy - che ha lavorato da sempre nel mondo dell'automotive - decide di risolvere un problema, quello dei lavori di manutenzione dell'auto.

In particolare, riscontra che spesso queste attività - che vanno dal cambio olio, controllo filtri, piccole riparazioni, fino al lavaggio - vengono svolte frettolosamente e con noncuranza. Inoltre sono una perdita di tempo per gli utenti.

La sua idea è quella di portare il meccanico a casa dal cliente così che si risparmi tempo ed inoltre è possibile controllare con i propri occhi quanto sta facendo il meccanico.

L'idea potrebbe funzionare. Così Murthy si mette al lavoro e sviluppa prima il sito web (senza commissionare il lavoro a costosi sviluppatori ma utilizzando tool online) ed inizia la ricerca del personale (i meccanici).

Dopodiché arriva il momento di iniziare a pubblicizzare il proprio servizio per testarne l'interesse e valutare le opportunità di crescita.

Succede che dopo soli 6 mesi Murthy si rende costo che il costo di acquisizione dei clienti è troppo alto. Contemporaneamente il governo indiano annuncia la sua intenzione di sviluppare attività che prevedano il passaggio alle auto elettriche entro il 2030.

Questi due aspetti fanno sì che Murthy chiuda il suo progetto, e questo è ciò che rimane: autto.in

Da questa vicenda impariamo una lezione importante, valida sia per le così dette startup ma anche per progetti messi in campo da aziende tradizionali: quando il burn rate diventa troppo alto rispetto ai ricavi, è doveroso fermarsi per capire se quella sia la strada giusta.

Non entro nel merito di autto.in, ma spesso accade che l'imprenditore, il manager, il team, si affezionino troppo all'idea e cerchino di portarla avanti comunque. Cambiando alcune componenti, ma andando avanti. E bruciando cassa.

Non è un caso che una delle cause maggiori di fallimento di startup sia la mancanza di cassa. Attenzione: è facile scriverlo, più difficile farlo. Lo dico per esperienza, essendoci passato anche io con una startup (fallita).

Il sentimento provato per un'idea, un progetto, spesso rischia di offuscare i fatti e i numeri. E di questo dobbiamo tenerne conto.

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