Il mio eCommerce è fallito. Ma il mercato c’è.

ecommerce marco govoni
ecommerce marco govoni

Durante il 2016 abbiamo avuto la conferma che il commercio elettronico è inarrestabile, anche in Italia. I consumatori continuano inesorabilmente ad utilizzare le nuove tecnologie per acquistare ciò che vogliono.

Crisi o non crisi, l’eCommerce non si ferma, anzi, avanza.

Durante l’ultimo Black Friday, in Italia, Amazon ha venduto 12 prodotti al secondo. Durante il Single Day, in Cina, Alibaba ha venduto prodotti per una importo record di 17.7 miliardi di dollari (sì, in un solo giorno…). Yoox tra novembre e gennaio stringe partnership in Medio Oriente e con Disney.

E’ una corsa inarrestabile: le persone amano i benefici dell’ecommerce.

Comodità, velocità e prezzo. Posso entrare da MediaWorld, toccare con mano un televisore mentre il giovane commesso non ha tempo di ascoltarmi ed ordinarlo dal mio smartphone su Amazon, molto probabilmente pagandolo anche meno. Se poi se c’è qualcosa che non va, con un click lo rispedisco al mittente e mi rimborsano, senza se e senza ma.

Micidiale. Però… c’è un “però”.

Le tre società che ho menzionato sopra (Amazon, Yoox, Alibaba) non sono nomi a caso. Ci sono leader mondiali, globali, che dell’eCommerce hanno fatto il loro business. E non è pensabile fargli concorrenza. 

Anche perché, soprattutto in Italia, la questione è complicata.

Quando lanciai 3 anni fa un mio progetto eCommerce con la startup Loveyourpix, per la vendita di stampe fotografiche in edizione limitata, mi trovai di fronte ad una giungla. Ci abbiamo messo più di 6 mesi per organizzare una macchina che potesse spedire le stampe in tutta Europa ed in Russia rispettando le normative nazionali ed internazionali. I costi troppo alti e la mancanza di un network adeguato ci hanno poi messo KO. Fine, morti .

(NB: il progetto Loveyourpix è stato abbandonato per altri motivi, che poi vi racconterò in post ad hoc, perché li ritengo molto interessanti per chi vuole fare startup).

L’eCommerce ha una regola d’oro, tanto importante quanto banale, per funzionare: il traffico. Dopo aver predisposto tutta la piattaforma digitale, logistica, amministrativa e di customer care, bisogna buttarci sopra del traffico. Profilato. Tanto. E velocemente.

Oggi chi vuole cavalcare questo splendido settore deve specializzarsi ed avere un network.

Queste sono i due ingredienti base . Specializzandosi si riescono a prendere “nicchie” (che poi a volte non sono mica tanto “nicchie”…) di mercato o comunque segmenti verticali che possono farti diventare “l’Amazon del tuo settore”. Per network intendo la capacità di sviluppare contatti a valore, che portino traffico profilato.

Due splendidi esempi mi vengono in mente: Tannico, degli amici Marco Magnocavallo e Riccardo Zilli, specializzato in vendita di vini e Marthascottage di Salvatore Cobuzio, specializzato in oggetti per i matrimoni.

Queste due piattaforme stanno diventando “l’Amazon per il vino” e lo “Yoox per il wedding”, scalando velocemente il mercato ed espandendosi anche all’estero. Merito sia della specializzazione, del network, ma anche della qualità dei prodotti e della gestione del rapporto con il cliente. Insomma, tutti gli ingredienti base della ricetta.

I big player sono esempi da copiare non da replicare. Perché, è un dato di fatto, il mercato c’è.

Conosci un eCommerce, preferibilmente italiano, che hai usato o che ritieni interessante? Segnalalo qui sotto nei commenti: sarà così visibile a tutti e magari scopriamo qualcosa che cercavamo da tempo… 🙂